La brand reputation è la caratteristica di ogni marchio che si posiziona sul mercato e crea un’immagine distintiva dell’azienda e dei suoi prodotti. La nostra reputazione è ciò che i clienti pensano di noi e non è detto che essa coincida con il valore reale del servizio offerto al consumatore. I processi mentali e gli atteggiamenti dei clienti si formano seguendo una logica euristica. Ciò è dovuto alla enorme mole di informazioni in cui siamo immersi e alla conseguente difficoltà di analizzare con attenzione le caratteristiche di un prodotto o di un servizio. Alcuni elementi salienti vanno così a creare la nostra brand reputation, influenzano le opinioni e le scelte di tutta la rete sociale e ne determinano i comportamenti d’acquisto.
Non esiste il prodotto perfetto, ma esiste il prodotto che riesce a soddisfare i bisogni delle persone.
Le cose che acquistiamo ogni giorno ci sono utili perché soddisfano un nostro bisogno, reale o psicologico. Oggigiorno, il cliente è sempre più orientato al benessere olistico - che coinvolga la persona nella sua interezza - e cerca dei prodotti che gli offrano qualità vera a un prezzo ragionevole. Ma la qualità e il prezzo non sono dei valori assoluti per tutte le tipologie di consumatori: essi dipendono dalle priorità della persona e dalle sue percezioni soggettive. In altre parole, ognuno di noi attribuisce un valore diverso alle cose ed è disposto anche a spendere di più per quelle che ritiene più importanti. Come fare, allora, per captare i bisogni delle persone, aumentare la brand reputation della nostra azienda e – di conseguenza – incrementare la vendita?
Ecco 4 consigli per creare una percezione positiva nei clienti e una buona brand reputation per la nostra azienda:
- Saper ascoltare. Ascoltare i potenziali clienti ci aiuta a comprendere le esigenze del mercato e ci dà la possibilità di avere un feedback sui nostri prodotti. Inoltre, il cliente che si sente preso in considerazione avrà un’opinione migliore dell’azienda e dei suoi servizi. Il mercato attuale è molto più competitivo rispetto a quello di una volta e bisogna essere presenti laddove c’è il consumatore (social networks, forum di discussione, siti di opinioni). Bisogna evitare di porsi in maniera egocentrica: ciò che è fondamentale – invece – è mettersi in ascolto dei propri utenti e creare un dialogo costruttivo con tutta la comunità.
- Rendersi unici. Per resistere alla concorrenza bisogna essere diversi dai propri competitors. Il nostro prodotto ha qualcosa di differente rispetto ai prodotti delle altre aziende? Probabilmente sì e – in ogni caso – è sempre possibile lavorare sul servizio offerto, sulla qualità della comunicazione e sulle emozioni legate al nostro prodotto per crearne una buona brand reputation.
- Segmentare il target dei clienti. I clienti non sono tutti uguali. C’è chi dà più valore al servizio e chi al prezzo, chi acquista volentieri il nostro prodotto e chi ancora non lo conosce. La comunicazione commerciale più efficace è personalizzata sul cliente e sui suoi bisogni. L’ideale sarebbe una comunicazione interattiva e “one-to-one” tra l’azienda e il singolo cliente ma – se questo non è possibile – si può sempre diversificare il proprio prodotto, in modo tale da offrire una gamma adatta alle varie tipologie di consumatori.
- Darsi un’identità coerente nel tempo. La fiducia dei clienti si conquista nel tempo e solo col tempo la ”marca” diventa una garanzia di qualità. E’ per questo motivo che – oltre a darsi un’identità riconosciuta dai propri consumatori – bisogna portare avanti negli anni i propri valori e la propria mission. Con fedeltà, la stessa che vorremmo dai nostri clienti.
Tutto cominciò nel 1967, quando Paul Watzlawick e i suoi collaboratori formularono il famoso assioma per il quale “non si può non comunicare“. Secondo i ricercatori della Scuola di Palo Alto, ogni meccanismo – verbale o non verbale – è sempre comunicativo, veicola delle informazioni e va ad influenzare il comportamento delle persone che ci circondano.